Le grotte di Pilato

Le Grotte di Pilato a Ponza: cosa sono e dove si trovano

Le Grotte di Pilato di Ponza sono un complesso archeologico sottomarino e sotterraneo che risale al I secolo dopo Cristo. Sono costituite da un sistema di grotte e cunicoli che in alcune parti sono collegate col mare aperto. Sono state scavate nella roccia che si trova a sud-est del porto principale dell’isola. Le grotte si trovano vicino alla Villa Imperiale, utilizzata come bagno privato dai nobili romani. Anche se il nome di “grotte” fa pensare ad un ambiente grezzo e inospitale, in realtà il loro interno si presenta come un’opera di fine scultura e architettura che lascia subito capire come si trattasse di un luogo elitario riservato a pochissimi e che fa trasparire ancora oggi la sua magnificenza e la sua bellezza.

Le grotte di Pilato: perché si chiamano così

Il nome del complesso deriva da una leggenda (che pare sia stata inventata secoli dopo i presunti fatti) secondo la quale Pilato, il governatore della Giudea, era un giovane irrequieto, discendente da una famiglia patrizia romana. A sentire la versione del mito, Pilato venne inviato a Ponza per sedare una rivolta: questa era però solo la motivazione ufficiale del suo viaggio, perché in realtà la famiglia voleva allontanarlo dalla capitale, stanca dei continui scandali causati dal rampollo. Giunto a Ponza, Pilato si diede veramente da fare e sconfisse i rivoltosi: in questa impresa si guadagnò il soprannome di Ponzio (per indicare che fu il condottiero che trionfò a Ponza) e la sua fama crebbe tanto che il Senato romano lo inviò in Palestina per sedare una rivolta ben più preoccupante, quella degli ebrei. Le grotte di Pilato devono il loro nome alla vicinanza con la Villa Imperiale di Ponza, luogo utilizzato dai nobili rampolli patrizi (come Ponzio Pilato), per i quali fare il bagno in mare aperto era considerata una “cosa da plebei”.

Le Grotte di Pilato e le murene

Uno degli utilizzi che si attribuiscono alle Grotte di Pilato è quello di allevamenti di pesci, in particolare delle murene. Le murene erano un pesce sacro per i romani e in diverse rappresentazioni dell’epoca si possono vedere chiaramente le murene “ingioiellate” che indossano orecchini dorati. Le grotte di Pilato sono infatti anche chiamate “Antico Murenaio Romano”. Anticamente, le vasche erano divise da saracinesche che permettevano di bloccare o lasciar entrare l’acqua del mare aperto e consentivano di spostare i pesci da una vasca all’altra.

A cosa servivano le Grotte di Pilato

Queste famose grotte sono state utilizzate per secoli sia dai romani sia dai loro successori. Costruite come vasche per il bagno dei nobili, poi utilizzate per l’allevamento dei pesci sacri, sono state sicuramente destinate a molti altri usi. Non va dimenticato infatti che le grotte sono un sistema di spazi cavi, scolpiti e intagliati, ma anche di vasche e cunicoli per comunicare con l’esterno, col mare aperto, in modo che l’acqua delle vasche fosse sempre pulita e vitale. La parte rocciosa è altrettanto importante di quella acquatica e ci dice qualcosa di più sui probabili utilizzi di questo affascinante luogo sotterraneo. Alcune nicchie scavate nella roccia fanno pensare ad altari per ospitare le raffigurazioni degli dei pagani. Una delle statue principali era alloggiata nella grande nicchia di fondo e raffigurava probabilmente Dioniso o Apollo. Assieme alla statua di marmo della divinità sono state recentemente trovate anche delle lanterne in terracotta e un altare in pietra di tufo. Le lanterne portano tracce di fumo, indice che venivano spesso accese: questo fa pensare che probabilmente le Grotte di Pilato erano anche un luogo in cui venivano praticati dei riti religiosi.